Indice della criminalità 2024 del Sole24Ore
Pubblicato da Redazione in Articoli · Venerdì 07 Nov 2025 · 4:00
Tags: Indice, criminalità, sicurezza, inclusione, sociale
Tags: Indice, criminalità, sicurezza, inclusione, sociale
Indice della Criminalità
Il presente articolo è stato redatto sulla base dell’Indice della Criminalità elaborato dal Sole 24 Ore, pubblicato il 3 novembre 2025, che analizza l’andamento dei reati denunciati in Italia e nelle principali province nel corso dell’anno 2024. La fonte dati utilizzata dal Sole 24 Ore è il Ministero dell’Interno, attraverso la banca dati interforze del Dipartimento di Pubblica Sicurezza.
I dati fotografano i delitti segnalati all’autorità giudiziaria dalle Forze di Polizia (Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Penitenziaria, Direzione Investigativa Antimafia, Polizie Municipali, Polizie Provinciali e Guardia Costiera). Per l’elaborazione delle classifiche provinciali, il numero complessivo dei reati segnalati è stato rapportato alla popolazione residente, secondo i dati ISTAT aggiornati al 1° gennaio 2025.
In sintesi, quanto segue offre un’analisi dei dati statistici relativi all’andamento della criminalità in Italia e nella provincia di Roma nel 2024, evidenziando le principali tendenze, variazioni e fattori sociali che accompagnano l’evoluzione dei fenomeni delittuosi.
- Furti: +3% su base annua, pari al 44% delle denunce complessive.
- furti in abitazione +4,9%
- furti di auto +2,3%
- scippi +1,7%
- furti con destrezza +0,6%.
- Stranieri denunciati o arrestati: 287.396 (+8,1% rispetto al 2019).
- Una concentrazione crescente nelle aree metropolitane, dove lo Stato è spesso assente.
- Rapine: +1,8%
- Reati di droga: +3,9%
- Violenze sessuali: +7,5%
- Lesioni dolose: +5,8%
- Danneggiamenti: +1,6%
- Minori denunciati: 38.247 (+16% sul 2023 e +30% rispetto al periodo pre-Covid). Un arrestato su quattro per rapina in pubblica via è minorenne.
L’indice misura quindi l’incidenza della criminalità reale, sulla base di dati ufficiali, omogenei e verificabili, consentendo un confronto territoriale e temporale attendibile sull’andamento dei fenomeni criminali in Italia e, nello specifico, nella città metropolitana di Roma.
Il quadro nazionale
Nel 2024 in Italia sono stati denunciati 2,38 milioni di reati, con un aumento dell’1,7% rispetto al 2023 e del 3,4% rispetto al 2019. È il quarto anno consecutivo di crescita, confermando la risalita della curva post-pandemia. L’aumento riguarda soprattutto la microcriminalità di strada, che rappresenta la fascia più visibile e sociale del disagio urbano.
In particolare:
In controtendenza solo contrabbando (-38%), incendi (-5,3%) e truffe informatiche (-6,5%). Le denunce complessive mostrano un forte coinvolgimento di giovani e stranieri:
La concentrazione urbana
Il 47,9% dei reati italiani è stato commesso nelle 14 città metropolitane, dove risiede circa il 36% della popolazione. Il dato mostra un aumento rispetto alla media del 44% registrata tra il 2009 e il 2019. Solo Milano, Roma e Firenze concentrano da sole quasi un quarto (23,5%) dei reati totali del Paese.
Le prime cinque province più colpite sono:

Focus su Roma
Roma si conferma terza provincia più criminale d’Italia, con:
- 270.407 reati denunciati nel 2024 (+13.575 rispetto al 2023);
- 6.401,9 reati ogni 100.000 abitanti.
Dettaglio per tipologia di reato:

Tendenze rilevanti per Roma:
- +5,3% di denunce totali in un solo anno. Incremento del 23% rispetto al 2019.
- Picco record di rapine in pubblica via (2.008, +22% su base annua).
- Furti con destrezza ai massimi dal 2014 (+4,8%).
- Droga e microcriminalità in costante ascesa, con Roma prima in Italia per stupefacenti.
Come leggere i dati del Sole 24 Ore
Il quadro delineato smentisce completamente la narrazione di un Paese “più sicuro” dopo tre anni di governo Meloni. Nonostante l’uso costante del tema sicurezza come bandiera elettorale, i dati oggettivi mostrano:
- Una crescita diffusa dei reati comuni.
- Un aumento della criminalità giovanile e minorile, sintomo di disagio sociale e povertà educativa.
Roma rappresenta un caso emblematico: i reati aumentano, ma le politiche governative hanno privilegiato interventi simbolici e repressivi (nuovi reati, Daspo urbano, centri per migranti in Albania) invece di rafforzare i presidi territoriali, la prevenzione e i servizi sociali.
Il governo continua a scaricare la responsabilità sui sindaci, ma la competenza primaria sulla sicurezza resta statale, in capo al Ministero dell’Interno e alle politiche di bilancio del governo centrale. La realtà, come mostrano le cifre, è che la sicurezza è stata trasformata in uno strumento di propaganda — mentre le città vivono una crescente insicurezza materiale e sociale.
I dati del Sole 24 Ore — basati sui numeri ufficiali delle forze di polizia — dimostrano che l’Italia è oggi più insicura, e che la retorica della destra non regge di fronte ai fatti. Le grandi città sono più esposte, i reati più diffusi, le risorse per la sicurezza reale sempre più scarse.
E' necessario un cambio di paradigma: dalla paura alla prevenzione, dalla propaganda alla giustizia sociale, dai decreti alla presenza dello Stato nei territori.
fonte: Il Sole 24 Ore
